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Se anche i meridionali votano Lega nord.

Last updated on 03/02/2020

La colpa è del sud?

In questi tempi di permanente e sempre più ammorbante campagna elettorale estiva, con Salvini e i 5 stelle intenti a darsele di santa ragione, vedo nel fantastico mondo dei social riapparire di continuo il refrain del “ce lo meritiamo” da parte dei miei conterranei (che può diventare, ve lo meritate se detto da uno del nord). Un sintomo che è ormai diffusa l’idea, sopratutto nel variegato fronte antisalviniano, che sia colpa dei meridionali, rei di aver dato voti alla Lega Nord, se Salvini ha oggi tanto potere da poter metter in crisi il governo verde-giallo. La situazione in realtà è molto più complessa e non riguarda solo il Mezzogiorno. I voti alla Lega restano molto più bassi al sud rispetto al nord, lo stesso Salvini credeva in cifre più alte al sud. Certo dopo 20 anni di razzismo antimeridionale, mai finito, può aver stupito la percentuale di voti ottenuti dal Carroccio alle ultime elezioni europee al sud, con sondaggi in continua ascesa anche al di sotto del PO. Sarà che la Lega è rimasta l’unica forza euroscettica in Italia e quindi gli italiani la votano soprattutto perché ne hanno le scatole piene dell’Unione Europea? Sarà che la gente non ne può più della sinistra immigrazionista ossessionata dai clandestini e dalle ONG? Non so, certamente non tocca a me difendere chi vota Lega nord, ma davvero è il Meridione responsabile del fenomeno Salvini? E quale sarebbe la colpa, se c’è, dei meridionali?

Diritto di voto, ma non troppo

<<Il voto è personale ed eguale, libero e segreto>> questo è quanto recita l’art.48 della Costituzione italiana, eppure quando si tratta del voto di 20 milioni di meridionali sembra che tutto il sud sia oggetto, da parte dei media e degli “intellettuali” nazionali di un esame medico. In qualunque modo voti l’elettore del sud questo è esposto ad ogni tipo di critica, con un pregiudizio per il quale fondamentalmente l’elettore medio meridionale è incapace di scegliere e di votare liberamente. Mentre il nord è esente da questo tipo di reprimenda, (l’elettore del nord ha sempre una ragione), si assiste verso i meridionali a campagne denigratorie come quelle avviate all’indomani della vittoria dei 5 stelle, sostenuto proprio dal sostanzioso successo ottenuto al sud. Invece di analizzare le ragioni del voto, l’intero meridione con le isole è stato dipinto in tv e sui social come un paese di scansafatiche vogliosi di avere un reddito di cittadinanza per non fare nulla. In quell’occasione il sud aveva semplicemente votato in maggioranza per il movimento che dava più speranze, e che sopratutto non era invischiato nè con il PD di Renzi nè col centrodestra di Berlusconi. Poi le cose sono andate come sono andate ed il M5S è finito al Governo proprio con la Lega, quando si dice il destino.

Lega si, Lega no

Adesso dopo un anno di governo quei voti ai 5 stelle sembrano essersi in parte volatilizzati, come scomparirono quelli che raccolse il PD nelle elezioni europee del 2014. Perchè? Le ragioni sono tante, quel che certo è che cresce, ancora poco, il voto di opinione che come tale non è imbrigliabile in scelte ideologiche, questo rompe i giochi di una certa politica convinta di poter contare sui voti del mezzogiorno quale cambiale in bianco da poter riscuotere alla giusta occasione. Non è così e i 5 stelle ne stanno pagando le conseguenze. Che le elezioni avvengano quest’anno o l’anno prossimo si è capito, a loro discapito, che i leghisti faranno di tutto per raccogliere i voti meridionali e le elezioni europee sono state il segnale che questo è possibile. Da qui una nuova campagna mediatica contro i meridionali, colpevoli di votare male, in particolare Lega. Qualcuno infatti si è accorto l’8 Agosto che Salvini è antidemocratico e non va più bene, sono quindi cominciati i soliti allarmi al fascismo, al ritorno della dittatura e altre catasftrofi. Nessuno però ha fatto caso che in questi mesi la Lega Nord ha raggiunto secondo i sondaggi percentuali bulgare nel nord e nel centro Italia, è ormai dilagata nelle amministrazioni locali, avendo conquistato comuni e Regioni al nord e al sud. Salvini è il leader più presente in tv e sui social, sostenuto da poteri economici e finanziari, da un apparato di partito organizzato anche nel Mezzogiorno. Lo si è portato al governo e offerto all’elettorato come parte di un’alternativa politica che apparentemente mezza Italia è contenta di votare, ma se l’elettore è del nord è un elettore critico, se meridionale ignorante per definizione. Il Movimento 5 stelle ha negoziato con la Lega l’autonomia differenziata, voluta da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, quest’ultima a guida PD, ma lo scandalo sarebbe votare Lega Nord.

Il male minore

Ribadisco non sono qui a difendere chi vota Lega, e sono convinto che se ci fosse più consapevolezza ed emancipazione i voti del sud a Salvini, ma non solo a lui, scenderebbero drasticamente. Purtroppo non è così, e si vuole che non lo sia, cosicché l’elettore del sud si ritrova a scegliere tra un’offerta politica dominata dal centro-nord per cui il tema del Mezzogiorno e i suoi interessi sono praticamente messi da parte, unica parziale eccezione per il M5S. Distinguere il male peggiore diventa difficile, cosìcchè anche la Lega nord rispetto al PD renziano, che ha fatto del sud carne da macello, acquista simpatia. Si tratta sempre di fenomeni politici, in particolare degli ultimi 20 anni, nati e sviluppatisi al nord, con vertici e interessi strettamente nordisti, i cui rappresentati meridionali che vi partecipano restano eterodiretti, pena la non rielezione. La scelta del meridionale è quindi in realtà una non scelta tra il peggio e il meno peggio. Ciò vale a livello locale come a quello nazionale. Nel caso di specie con i pericolo di una Lega nord al governo la scelta di ogni meridionale dovrebbe essere chiara e ho fiducia che il sud potrà fermare Salvini. PD e 5stelle con un po’ di impegno possono riuscire a farlo vincere? Credo di si e se andrà male la colpa sarà comunque degli elettori.

Published inSud

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