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Emergenza Evasione? Il primato del nord e perchè il problema non è nel Mezzogiorno.

Last updated on 02/05/2020

Emergenza evasione! Il Governo a caccia di denari sembra aver trovato il bottino da cui racimolare gli svariati miliardi che servono per far quadrare i conti per compiacere Bruxelles e ottenere il beneplacido sull’attesa manovra. Una ricchezza sotterranea stimata nel 2016 in addirittura oltre 190 Miliardi di Euro, oltre l’11% del PIL.  Il sogno del governo è portare a casa almeno 7 miliardi. Un’impresa non così facile ma che ha giá le sue vittime predestinate che come al solito sono i piú piccoli. Idraulici, panettieri, piccole partite IVA, colpevoli di non aver patrimoni in paradisi fiscali, magari in altri stati membri dell’UE, sono i nuovi nemici dello stato. Una cultura del sospetto si addensa sui piccoli imprenditori e su chiunque non voglia usare pagamenti elettronici. In nome della tracciabilita e della “trasparenza” si vorrebbe addirittura eliminare il contante, derogare alle norme sulla privacy, obbligare i commercianti all’uso del POS senza considerare i costi di gestione delle transazioni bancarie e l’assenza di qualsiasi correlazione tra evasione fiscale e uso del contante. In questo contesto puó stare tranquilla la grande evasione, le cui modalitá non sono ascrivibili alla mancata emissione di scontrini o ricevute, bensì al ricorso alle frodi doganali, alle frodi carosello, alle operazioni estero su estero e alle compensazioni indebite.

Tralasciando il fatto che in una situazione di crisi profonda in cui l’Italia é stata gettata, parlare di maggiori controlli e irrigidimenti fiscali é paradossale e non fa altro che abbattare ancora di piú il Paese giá provato da fallimenti e chiusure di imprese. Ci si aspetterebbero misure volte a rilanciare l’economia, non ad affossarla con discorsi antievasione che suonano piú come un fittizio inasprimento della pressione fiscale (ancora!) più che ad un nuovo patto per la legalitá come prospettato dal Premier. D’altronde si capisce, nonostante i grandi proclami sull’Italia riammessa nel club degli europeisti, il governo é consapevole di avere mai come adesso il fiato sul collo della Commissione, con il super-commissario Dombrovskis che ha subito provveduto a mandare i primi avvertimenti (altro che flessibilitá. Ma non c’era Gentiloni che doveva risolvere tutto?). La lotta all’evasione è semplicemente la nuova frontiera insieme al new Green Deal per drenare risorse dagli italiani allo stato e quindi alla UE.

Ma è poi vero che l’Italia ha il livello di evasione così alto da superare 190 miliardi di evasione all’anno? E soprattutto è vero che il problema è il Mezzogiorno e a sud di evade di più che al nord? A seguire i media sembra di si, peccato innanzitutto che questo ammontare non è riferibile alla sola evasione fiscale, il cosiddetto Tax Gap, ma riguarda anche il sommerso legato al lavoro irregolare oltre che a tutta la ricchezza prodotta dalle attività illegali dallo spaccio di stupefacenti, alla prostituzione, alle scommesse clandestine ecc… Questi tre fenomeni sono chiaramente molto diversi tra loro per dinamiche e impatto sociale. Inoltre richiedono strumenti di contrasto assolutamente specifici considerando che non basterà accertare il 730 dello spacciatore per controllare se ha versato abbastanza tasse e magari obbligarlo ad emettere lo scontrino. Nonostante quindi l’evasione in senso stretto sia un fenomeno ben definito questo viene facilmente confuso con altre tipologie di sommerso mentre rappresenta il 46% del totale. Una bella somma certamente ma comunque lontana da quella urlata dai giornalisti, considerando che lo stesso ammontare include tanti elementi che bisognerebbe analizzare nel dettaglio. Ma restando alle cifre della Relazione del Ministero dell’economia sull’economia non Osservata e sull’Evasione Fiscale e Contributiva del 2018 allegato alla NADEF (qui il link), quello che emerge è certamente un quadro molto variegato in cui l’evasione e l’economia sommersa continuano a drenare quantità enormi di risorse all’erario. Peccato che la strategia che sta mettendo in atto il governo sembra voler tutto tranner che perseguire i grandi evasori.

Si racconta infatti che l’evasione sia generata dal piccolo imprenditore o dal commerciante che non fa lo scontrino. E che soprattutto gran parte dell’evasione sia ne Mezzogiorno (quando si parla di rubare il Mezzogiorno è sempre il colpevole numero 1). Se pero si guarda la tabella in basso pubblicata dal MEF si noterà che nella rivalutazione, la componente dell’evasione, il Mezzogiorno presenta una quota del 27,8% (circa 1/3) mentre Nord-ovest e Nord-est insieme raggiungono circa il 49,6%, la metà di tutta l’evasione in Italia proviene dal nord e il restante dal centro. Da sola le esemplari regioni di Lombardia e Veneto con un rispettabilissimo 26,9% quasi superano l’evasione di tutto il Mezzogiorno. La quota del lavoro irregolare e quella legata alle attività illegali naturalmente contribuisce ad aumentare la media ma non è vero che al sud si evadono di più le tasse, anzi… e nonostante sia proprio il Mezzogiorno l’area del Paese più in difficoltà e dove la pressione fiscale è più alta che altrove avendo raggiunto nel 2016 quota 32,1% mentre nel Settentrione, invece, è addirittura calata di 2 punti percentuali, dal 33,4 al 31,4% .

Credo sia sempre sbagliato cercare di fare la classifica e individuare i buoni e i cattivi in base alla longiudine, chi evade è in torto se del nord o del sud. Per questo motivo bisognerebbe neutralizzare l’argomento di certi pregiudizi per cui il sud evade mentre il nord paga. Evitare di continuare a mettere gli uni contro gli altri ma cercare di capire chi evade, le cause (a volte ne vale della stessa sopravvivenza dell’impresa) ma soprattutto mettere a punto mezzi per contrastarla, in particolare l’evasione e l’elusione delle grandi società. Obbligare commercianti e clienti, dal pensionato alla casalinga, ad usare bancomat e carte di credito anche per piccoli acquisti rappresenterebbe un ulteriore balzello sulle spalle degli operatori economici e della gente comune, nonché un gran regalo al sistema finanziario che per questa nuova emergenza sentitamente ringrazia.

Published inSud

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