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O Lega o UE. La scelta che costringe gli italiani a votare Salvini.

Last updated on 02/05/2020

I presupposti di un’alleanza sbagliata

La stravittoria del centrodestra e Lega in Umbria è stato, a leggere i vari “autorevoli” commenti in rete, un po’ un fulmine a ciel sereno nel nuovo corso inaugurato dall’inedita maggioranza giallo-fucsia. L’alleanza, nata proprio per contenere Salvini, si sta rivelando il suo migliore rinvigorente, e questo nonostante i servizi tv, i giornaloni, i mercati, lo spread e tutto il baraccone europeo stiano in tutti i modi favorendo l’immagine degli optimates al governo contro i buzzurri leghisti. Sarà stato dura apprendere grazie ai cittadini dell’Umbria ex rossa, che a questo governo manca la cosa più importante, il supporto del popolo, e se anche il centro-Italia ex roccaforte rossa “tradisce” la causa PD allora le cose sono più serie di quelle che pensano gli intelletuali piddini. Ad ogni modo è pur vero che si sono trattate di elezioni regionali, in un contesto particolare dove la giunta precendete PD era reduce da uno scandalo nei concorsi pubblici che ne ha dichiarato la fine per dimissioni, richieste proprio dai 5stelle, loro nuovi alleati. Nonostante ciò la valenza nazionale è innegabile, l’esperimento. come lo hanno definito i 5 stelle (come se la politica fosse un laboratorio di chimica e i cittadini una specie di cavie) di replicare l’alleanza giallo-fucsia a livello locale è stata un disantro. Ma siamo sicuri che a livello di governo questa sia un successo? Stando ai sondaggi, per nulla, e Salvini lo sa infatti più questo governo dura, più la Lega trionferà alle prossime elezioni, si se voterà prima o poi.

L’ Umbria non è più rossa… quindi è fascista?

Questo contesto dovrebbe dovuto innescare una seria autocritica dei partiti al governo. Invece in poche ore si è assistito ad uno psicodramma in cui, in un tutti contro tutti, nessuno dei vari “leader” (che parolone lo so) ha nemmeno accennato un’autocritica sull’azione politica, anzi. Sembra quasi che ormai la colpa sia degli elettori che sbagliano, divenuti improvvisamente tutti fascisti, zenofobi, razzisti e chi più ne ha più ne metta. L’Umbria di San Francesco sembra essere improvvisamente diventata un covo di estrema destra populista, l’amena regione rossa è ormai un avamposto del nazionalismo, e la vittoria della Lega è ridotto ad un errore di percorso locale mentre il governo non accenna a dare segnali di cambiamento. Al contrario l’intellighenzia italiana e la dirigenza grillo-piddina continua a stracciarsi le vesti per non essere ancora compresa dal popolo. Sarà che forse invece il popolo a capito benissimo?!

L’ AntiSalvinismo come fallimentare arma politica

Ma quello che più sconvolge la sinistra è che il nemico Salvini non tenda a sgonfiarsi anzi. E questo nonostante i continui attacchi di giornali e programmi TV alla figura di Salvini, (con quella che fu Report ridotta a megafono dell’antiSalvinismo), spread ai minimi e nessuna minaccia dei mercati, pacche sulla spalla e attestati di stima dall’UE come se piovesse. Eppure i Responsbili al governo non sfondano nel cuore della gente ma solo in quello di Bruxelles, e questo certamente confonde l’elite che ci governa. In realtà è chiaro a tutti come questo governo, nato su basi sbagliate, sia la semplice riproposizione di quello stesso film già visto da Monti in poi con protagonista il PD, che gli italiani bocciarono sonoramente alle scorse elezioni del 2018. La Lega e i 5stelle furono i vittoriosi outsider che avrebbero dovuto combattere il PD e la tecnocrazia europea, ma il fatto che il Movimento abbia abiurato le proprie idee e proseguito in una strada opposta ha reso la Lega di fatto l’unico partito, insiema anti-sistema presenta. L’ attuale opposizione a Salvini fa venire in mente quella che antiberlusconiana degli ultimi decenni, proprio grazie ad essa l’ex Cavaliere ha potuto restare al potere per anni.

Con l’UE o con il popolo?

Con zero analisi e zero autocritica, lo schieramento anti-Salviniano continua col pilota automatico ad andare contro il fallimento di politiche ormai rivelatasi nefaste per l’Italia. Eppure basterebbe poco al governo per uscire dalla gabbia in cui continua a voler stare. Basterebbe poco ammettere una volta per tutte la follia di queste regole che l’Unione Europea ci costringe a seguire e che obbligano il Paese al pantano in cui siamo finiti! Invece il governo più europeista della storia persiste in un atteggiamento supino e sottomesso a Bruxelles che lede la dignità e gli interessi economici dell’Italia, da nord a sud. Basterebbe questo per capire il successo della Lega, diventato paradossalmente l’unico partito anti-sistema del panorama italiano. La discussione su una manovra volta ancora di più a drenare risorse dall’economia reale alla finanza globalizzata è l’ennesima prova della sadica incapacità di una classe dirigente filo-UE di reagire ai diktat di paesi stranieri. Gli italiani hanno capito e sono stanchi, lo capiranno anche a Roma prima che sia troppo tardi? Non credo.

L’Unione Europea il vero nemico del sud.

Non basterà la paura della Lega secessionista a frenare l’avanzata del centrodestra, a nord come a sud. Non basterà nemmeno la minaccia di un pericolo fascista alle porte per richiamare il Mezzogiorno a votare PD e 5 stelle. Dopo la fiducia accordata ai due partiti nelle recenti tornate elettorali e il conseguente tradimento di entrambi, sarà difficile per loro ottenere i voti necessari a frenare il successo di Salvini. Leggo sui social post volti a dissuadere i meridionali a non votare il centrodestra, dichiarato nemico numero 1 del Mezzogiorno, pena la distruzione del sud. Ora, considerando che le cose non vanno giá adesso cosí bene ma possono andare sicuramente peggio, bisognerebbe chiarire chi può essere considerato un amico invece del sud… il PD? o i 5 stelle? Guardando al regionalismo differenziato, se è pur vero che quello leghista era una iattura, non è meno grave il fatto che il governo giallo-fucsia stia continuando la stessa strada sulla proposta dell’Emilia-Romagna. E quale sarebbe in cambiamento in termini di risorse, interventi, strategie, norme e progetti? Dal mio punto di vista, non me ne voglia il ministro Provenzano, zero. Questo perché in realtà non si può essere a favore del sud e pro-europa, una vera contraddizione in termini, allo stesso modo non può esistere meridionalismo dentro al progetto UE. La scelta è dirimente e tra l’UE e Salvini, purtroppo o per fortuna la gente comune ha capito qual è il male minore.

Published inSud

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