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Emilia-Romagna e Calabria, comunque vada con PD e 5Stelle per il sud sarà un disastro.

Last updated on 02/05/2020

Non c’è bisogno di aspettare i risultati delle elezioni regionali di domani, Domenica 26 Gennaio 2020 per sapere come andranno le cose. Se non fosse già abbastanza chiaro, la Lega stravincerà in Calabria e molto probabilmente conquisterà l‘Emilia Romagna o comunque ci andrà vicino. In entrambi i casi queste elezioni saranno l’ennesimo successo di Matteo Salvini, ormai dominatore della scena politica italiana degli ultimi anni e unica opposizione alle forze che attualmente guidano il Paese. Difficilmente il verdetto determinerà le sorti del governo, ma sicuramente ne minerà ancora di più la stabilità, già al lumicino con un PD in pieno corto circuito esistenziale e il Movimento 5 stelle ormai diventato lo spettro di se stesso costretto a rimangiarsi ogni cosa detta negli ultimi 10 anni pur di non dover rinunciare al patto di potere stretto ai suoi acerrimi rivali.

Il blocco global-europeista che detiene il controllo dei media e il sostegno delle elites mondialiste dovrà incassare un altro colpo ma certamente non cadrà, anzi, ma sarà un segnale importante che a Bruxelles non potranno ignorare. La distanza tra il popolo e la classe politica che li rappresenta legata a doppio filo con la Troika non avrà vita facile benché ciò non toglie che se non ci stanno riuscendo i francesi a sbarazzarsi di Macron e della sua politica alla Mario Monti, è difficile pensare che Conte e tutto ciò che rappresenta lasci per molto meno aprendo Palazzo Chigi al nemico giurato della Germania.

Segnali di fastidio per questi possibili incidenti di percorso sul folgorante progetto europeista sono già apparsi sulla stampa teutonica che tramite la Die Welt con un articolo “La miseria Italiana” ci informa che in caso di crisi di governo il 7 Febbraio l’agenzia di rating Fitch “potrebbe” declassare l’Italia. Ciò sarebbe dovuto anche alla nostra colpa di non aver fatto le riforme come ha fatto la brava (fù) Grecia, ma si tratta solo un’eventualità sia chiaro, tutto dipenderà da quanto l’attuale governo italiano reggerà il gioco nonostante il chiaro peggioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione, soprattutto al sud.

E mentre gli indicatori economici, le condizioni del lavoro e le prospettive di crescita degradano inesorabilmente anche per colpa di una politica sottomessa a vincoli esterni, il fronte Repubblicano messo in piedi contro il pericolo nazi-fascio-sovranista, persegue inesorabilmente la sua campagna contro l’odio e a favore del clima, assurti a uniche vere emergenze nazionali, insieme a quella dei migranti da dover accogliere (alias deportare) e al debito pubblico che presto secondo la logica dell’austerity minaccia addirittura il futuro dei nostri pronipoti.

Di fronte ad questo scenario di totale distacco tra le elites e la realtà, la quale richiederebbe strumenti e riflessioni adeguate e critiche rispetto a quelle imposte dall’UE, è chiaro che le forza di governo giallo-fucsia sono prive dell’adeguato sostegno per cui restano incollate tra loro col solo obiettivo di impedire il ritorno alle urne. Eppure senza un cambio di paradigma e inversione a U delle scelte fatte sinora, una sorta di conversione politica, oggi si ricorda quella di San Paolo, proprio questa insistenza e ottusità di Conte & co. rischia di alimentare ancora di più questa distanza e rafforzare ancora di più la Lega, ormai unica vera forza d’opposizione ad un governo con sempre meno supporto popolare, sardine a parte.

Su questa scia populista, Salvini riuscirà a conquistare un’altra regione del Sud arrivando a coprire ben 6 regioni su 8, senza contare quasi tutto il nord più ricco, Emilia Romagna probabilmente inclusa. Si tratta di uno scenario molto negativo per il Mezzogiorno, ormai ridotto a giocattolo nelle mani di una forza intrinsecamente anti-meridionale (anche se forse non più razzista di quella che l’hanno governata finora). La ritirata per sfinimento del PD meridionale, ormai costretto anche ad allearsi con DeMagistris a Napoli pure di sopravvivere, e soprattutto il tradimento del Movimento 5 stelle apre la strada a poche alternative con un sud ancora costretto a dover scegliere il migliore tra i suoi nemici. E se all’indomani della sconfitta arriveranno le solite accuse contro i meridionali, rei di aver votato Salvini, come sostenevo quì già ad Ottobre il sud non potrà che essere all’opposizione del governo PD5stelle, che pure avrebbero tutti i mezzi necessari e le leve giuste per invertire la rotta.

Eppure sia la sinistra o ciò che ne rimane col PD, sia il movimento 5 stelle sembrano scorie che fenomeni globali stanno smaltendo via. A prenderne il posto… il nulla, rappresentato dai soliti baroni e dall’aristocrazia mafiosa, che nonostante sembri che tutto stia per cambiare non cambiano mai. Facile immaginare perchè su questa strada Salvini potrebbe davvero arrivare al governo, con un Mezzogiorno ormai rimasto senza più interpreti, rimasto orfano dell’ultima rappresentanza che poteva esserne la voce, abbandonato ormai a scelte prese altrove. Da queste macerie politiche e culturali bisognerà quindi ripartire, difficile immaginare cosa e quando accadrà, ma di sicuro succederà, e sarà qualcosa di nuovo e di grande e verrà da Sud.

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