Salta al contenuto

L’Istat conferma: il Mezzogiorno al palo, il reddito pro-capite è la metà di quello del Nord. Ma agli italiani importa davvero del sud?

Last updated on 02/05/2020

Nemmeno il tempo di commentare i risultati delle elezioni regionali che hanno coinvolto, con esiti diversi, una delle regioni più ricche del nord e la più povera del sud, che nuove statistiche sono arrivate dall’ISTAT a certificare il burrone, più il divario, che separa le due Italie. Con un Pil cresciuto di appena lo 0.3% il Mezzogiorno è sostanzialmente fermo (con alcune regioni in recessione) rispetto al +0.7 fatto registrare dal nord ovest e dal centro e il +1.4 del nord est. Le differenze tra livelli di reddito pro-capite e consumi registrate per l’occasione sono ancora una volta desolanti.

Le famiglie del nord-ovest possono vantare infatti un reddito pari a 22mila euro, quasi il 60% in più rispetto a quelle del Mezzogiorno, fermo a 14mila euro, il 26% in meno rispetto alla media nazionale. Differenze che si riflettono sulla spesa per consumi che toccano 20,6 mila euro nel Nord-ovest e 20.4 mila euro nel Nord-est; mentre il Mezzogiorno non supera i 13,7mila euro.

Per un confronto, la laboriosa e bolscevica Emilia Romagna delle sardine è la regione che, insieme alla Lombardia (altra regione sostenitrice del Regionalismo differenziato) è al secondo posto per reddito disponibile per abitante: 22,9mila euro. La Calabria invece, appena passata ad una giunta di centrodestra, dopo 5 anni dei buoni e bravi del PD è, manco a farlo apposta, fanalino di coda con un reddito pro-capite che arriva a stento a 12,7mila euro e un PIL a -0,8%.

Uno scenario disarmante ma per niente nuovo che dimostra sempre più qualcosa di intrinsecamente sistemico nel Paese Italia. Inutile nascondere infatti che si tratta di dati che si susseguono nei vari report ripetendosi negli anni più o meno similmente, indipendentemente dal colore politico delle giunte e dai fenomeni contingenti. Tutto ciò dovrebbe per lo meno portare ad una riflessione profonda. Un pò come se nella nazione Italia convivessero realmente due Paesi diversi, entrambi però legati ad un unico centro di potere che decide sempre in favore di una parte e non dell’altra con l’effetto di perdurare la inquità e le differenze economico-sociali.

Di fronte a questa realtà di cui pochi parlano, mi hanno colpito i contenuti dei commenti e delle opinioni rilasciate dagli utenti sotto l’articolo pubblicato sulla versione online del fatto quotidiano, e sono convinto che non avrei visto commenti molto diversi su altre pagine. Per rendere l’idea del livello delle risposte eccone alcuni:

Leggo nel titolo: “… E in Calabria solo 12.700 euro”. Due giorni fa i Calabresi hanno scelto di essere amministrati dal Centrodestra. Speriamo in bene, ma penso che fra 5 anni la situazione sarà immutata se non peggiorata.

Ma dai basta con queste classifiche ! Sarrebero veritiere se venisse anche calcolato tutto il “nero” e tutto quello che non viene dichiarato da falsi invalidi e forestali.

Ma ci pensate che meraviglioso paese saremmo se non avessimo la pesantissima palla al piede dell’Italia a sud del 41° parallelo? A cui risponde un altro utente: Io no. Sono siciliano (siculus natione non moribus) e tremo al pensiero di cosa diventerebbe la Sicilia governata dalla mafia.

Purtroppo non credo che la situazione sia risolvibile ad un livello di decenza. Per quanto io ami il Sud (e lo amo davvero) un contesto penalizzato da posizione geografica periferica, classe politica mediamente terrificante e mentalità diffusa che, altrettanto medialmente, non favorisce la produzione di ricchezza è veramente difficile da districare. Il Sud è più povero del Nord dal I secolo a.C. (e non è una battuta, svolsi uno studio sui commerci della Gallia Cisalpina dal quale sul serio emerse ciò), non credo il tutto si risolverà a breve.

Ogni volta che escono queste classifiche mi nasce una risata accompagnata da una irrefrenabile curiosità di andare a vedere come vivono gli abitanti di Agrigento visto che sono sempre ultimi in tutto ma non si sente mai dire che hanno organizzato una protesta o quantomeno hanno provato a rialzare la testa… Ma ci vive davvero la gente ? O ê per finta?

Provate in Calabria ad inserire il nero nei conti e poi vediamo se quello di Bolzano è ancora il più alto, ecco perché vince il cdx

Un piccolo esempio del bel concentrato di luoghi comuni e pregiudizi pubblicati e che rendono bene il livello del dibattito sul Mezzogiorno, in Italia. Ebbene, secondo opinione comune degli utenti del fattoquotidiano.it ma non solo, quindi non sarebbe affatto vero che la il Mezzogiorno, la Calabria ad esempio, siano così poveri per via dell’economia sommersa e della criminalità. E in quanto alle statistiche che lo affermano, beh non sarebbero veritiere perchè non prenderebbero in considerazione la ricchezza sommersa. Ma se anche fosse la colpa sarebbe comunque dei meridionali che non alzano la testa.

Alla luce di queste considerazioni e nelle condizioni disastrose in cui è stato gettato il Mezzogiorno, considerando che la corrente di pensiero maggiore in Italia è quella volta unicamente ad accusare il Meridione e i Meridionali dei propri mali senza alcun interesse ad aiutarlo, viene da chiedersi se un dialogo, se mai ci fosse stato, tra le due parti del Paese sia ancora possibile o se non sia davvero il caso di andare ognuno per conto proprio.

Published inSud

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *